L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha reso disponibili le “Guidelines for managing asbestos related health and safety risks at work”, elaborate per la Commissione europea – Direzione generale Occupazione, Affari sociali e Inclusione (DG EMPL) con il contributo di un ampio gruppo di esperti e parti interessate. Le Linee guida, pubblicate dall’Unione europea nel 2025 e attualmente disponibili in lingua inglese, sono state messe a disposizione sul sito dell’INL il 4 agosto 2026. La loro elaborazione ha coinvolto anche le parti sociali e gli stakeholder attraverso dieci workshop online con oltre 800 partecipanti, 20 discussioni pilota sulla bozza e nove visite in loco.
Il documento ha l’obiettivo di fornire un quadro organico e operativo per la prevenzione e il controllo dei rischi derivanti dall’esposizione professionale all’amianto, agevolando imprese, datori di lavoro, lavoratori e loro rappresentanti nell’applicazione delle misure di tutela. In particolare, aggiorna e sviluppa le precedenti indicazioni europee alla luce delle più recenti evoluzioni tecniche, scientifiche e legislative, aumenta la consapevolezza sui rischi dell’amianto e promuove l’adozione di buone pratiche attraverso esempi concreti di gestione dell’esposizione. La guida ricorda, tra l’altro, che l’amianto è un cancerogeno senza soglia e che le fibre possono determinare mesotelioma, tumori del polmone, della laringe e dell’ovaio, oltre all’asbestosi e ad altre patologie.
Il principale riferimento normativo è la Direttiva 2009/148/CE sulla protezione dei lavoratori dai rischi connessi all’esposizione all’amianto durante il lavoro, come modificata dalla Direttiva (UE) 2023/2668, della quale le Linee guida tengono espressamente conto. Il quadro comprende inoltre la Direttiva quadro 89/391/CEE in materia di salute e sicurezza sul lavoro, la normativa europea sugli agenti cancerogeni, mutageni o reprotossici e sugli agenti chimici, nonché il Regolamento REACH e il Regolamento CLP. Il documento precisa comunque che le indicazioni hanno carattere informativo e di riferimento e devono essere lette insieme alla legislazione applicabile e alle disposizioni nazionali in materia di sicurezza dei lavoratori.
Particolarmente articolata è la struttura della pubblicazione, che supera le 300 pagine e comprende 17 capitoli e 16 allegati. Dopo l’introduzione e l’inquadramento normativo, vengono affrontati gli elementi fondamentali della gestione della sicurezza, la valutazione e gestione del rischio amianto, l’identificazione dei materiali contenenti amianto, il monitoraggio dell’aria, l’esposizione passiva, le misure di controllo, la formazione, la sorveglianza sanitaria, la gestione degli incidenti e quella dei rifiuti. Specifiche sezioni approfondiscono inoltre le modalità di gestione del rischio in differenti contesti operativi, tra cui edifici, navi, treni, aeromobili, veicoli e macchinari, attività minerarie e di cava, opere di ingegneria civile e servizi di emergenza. Gli allegati contengono ulteriori strumenti applicativi, tra cui informazioni sui materiali contenenti amianto, norme tecniche, sistemi di certificazione e accreditamento, registri nazionali dell’amianto, professioni potenzialmente esposte, segnaletica di avvertimento, sorveglianza sanitaria e gestione dei rifiuti.
L’impostazione fortemente pratica costituisce uno degli elementi caratterizzanti delle Linee guida: il documento raccoglie oltre 40 casi di studio ed esempi applicativi e più di 50 fotografie relative a interventi reali di gestione dell’amianto, con l’obiettivo di offrire un quadro realistico delle diverse situazioni di esposizione nell’Unione europea. Le indicazioni riguardano non soltanto i lavoratori che intervengono direttamente sui materiali contenenti amianto, ma anche le situazioni di esposizione passiva e secondaria, ponendo attenzione alla valutazione preventiva del rischio, al coordinamento delle attività, alle misure tecniche e organizzative, ai dispositivi di protezione, alla formazione e al monitoraggio dell’esposizione.


