Rischio chimico: documento INAIL sulle norme tecniche

INAIL pubblica un fact sheet sulle norme tecniche per la valutazione del rischio chimico nei luoghi di lavoro.

L’INAIL ha pubblicato, il 14 luglio 2026, il fact sheet “Rischio chimico negli ambienti di lavoro. Le norme tecniche a supporto di una corretta valutazione del rischio”, realizzato dalla Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza (Ctss) nell’ambito della collana Focus tecnici Salute e Sicurezza sul Lavoro. La pubblicazione ha l’obiettivo di illustrare il ruolo delle norme tecniche nella valutazione dell’esposizione agli agenti chimici e di supportare imprese e professionisti nell’applicazione della normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Il documento si inserisce nel quadro della normativa europea e nazionale sul rischio chimico, richiamando in particolare il D.Lgs. 81/2008, il D.Lgs. 39/2016 di adeguamento ai regolamenti CLP e REACH, il D.Lgs. 135/2024, che ha esteso la disciplina degli agenti cancerogeni alle sostanze tossiche per la riproduzione, nonché le principali norme tecniche di riferimento, tra cui la UNI EN 689:2019, la UNI EN 482:2021 e il Manuale UNICHIM 208:2024.

La pubblicazione evidenzia come il rischio chimico rappresenti un fattore trasversale a numerosi contesti lavorativi e non soltanto all’industria chimica. Secondo i dati riportati nel documento, circa il 17% dei lavoratori europei è esposto a sostanze chimiche per almeno un quarto dell’orario di lavoro e il 15% respira abitualmente fumi, vapori, polveri o aerosol. Il fact sheet ricorda inoltre che gli agenti chimici possono provocare effetti acuti e cronici, tra cui irritazioni, intossicazioni, patologie respiratorie, danni agli organi, infertilità e tumori professionali, sottolineando che nel 2024 in Italia sono state denunciate oltre 88.000 malattie professionali, molte delle quali correlate all'esposizione ad agenti chimici.

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Il documento è strutturato in quattro sezioni dedicate all’introduzione del fenomeno, al quadro normativo cogente e volontario, al ruolo delle norme tecniche nella valutazione del rischio e alle conclusioni. Un approfondimento centrale è riservato alla UNI EN 689:2019, indicata come il principale riferimento metodologico europeo per la valutazione dell’esposizione per inalazione agli agenti chimici. La norma definisce un percorso strutturato che comprende la caratterizzazione iniziale dell’ambiente di lavoro, la strategia di campionamento e analisi, l’individuazione dei gruppi similari di esposizione (SEG), l’esecuzione delle misurazioni, la verifica della conformità rispetto ai valori limite di esposizione professionale (VLEP) e la rivalutazione periodica delle condizioni di esposizione. Il diagramma riportato a pagina 3 del documento rappresenta graficamente tutte le fasi di questo processo valutativo.

Un ulteriore approfondimento è dedicato al Manuale UNICHIM 208:2024, elaborato con il contributo di INAIL, Federchimica, ARPA, AUSL e altri soggetti istituzionali e industriali. Il manuale fornisce indicazioni operative per l’applicazione della UNI EN 689:2019, affrontando aspetti quali il ruolo del valutatore, la definizione dei gruppi similari di esposizione, la pianificazione delle campagne di misura, la gestione dei risultati inferiori ai limiti di quantificazione, la valutazione dell’esposizione contemporanea a più agenti chimici e l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

La pubblicazione dedica inoltre particolare attenzione alle novità introdotte dal D.Lgs. 135/2024, che ha recepito la Direttiva (UE) 2022/431, estendendo la tutela prevista per gli agenti cancerogeni e mutageni anche alle sostanze tossiche per la riproduzione (reprotossiche). Il documento evidenzia che l’approccio preventivo rimane fondato sulla priorità dell’eliminazione della sostanza pericolosa, sulla sua sostituzione con alternative meno rischiose e, qualora ciò non sia possibile, sull’adozione di sistemi chiusi e di misure tecniche e organizzative volte a ridurre al minimo l’esposizione dei lavoratori.

Nelle conclusioni, INAIL sottolinea come l’evoluzione della normativa europea e nazionale renda sempre più centrale l’integrazione tra disposizioni legislative, norme tecniche e strumenti operativi. Secondo l’Istituto, standard quali la UNI EN 689:2019 e documenti applicativi come il Manuale UNICHIM 208 rappresentano strumenti fondamentali per garantire valutazioni del rischio chimico scientificamente fondate, uniformi e coerenti con gli obblighi previsti dalla normativa, contribuendo a rafforzare la tutela della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

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