La scadneza del MUD 2026 (in riferimento ai dati 2025) è fissata per il 3 luglio 2026.
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo 2026 il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 gennaio 2026, recante “Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2026 – MUD” (codice redazionale 26A01073). Il provvedimento aggiorna il modello di dichiarazione ambientale previsto dalla normativa vigente e costituisce il riferimento per la trasmissione dei dati relativi alla gestione dei rifiuti per l’anno di riferimento precedente.
L’obiettivo del decreto è adottare il nuovo modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) da utilizzare per la comunicazione annuale delle informazioni ambientali previste dalla legislazione nazionale. Il MUD rappresenta lo strumento attraverso il quale imprese, enti e altri soggetti obbligati trasmettono i dati relativi alla produzione, gestione e trattamento dei rifiuti, consentendo alle autorità competenti di raccogliere informazioni utili al monitoraggio dei flussi di rifiuti e all’attuazione delle politiche ambientali. Il modello si fonda sulle disposizioni della legge 25 gennaio 1994, n. 70, che ha introdotto il sistema del modello unico di dichiarazione, e si inserisce nel quadro normativo definito dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante le norme in materia ambientale e la disciplina della gestione dei rifiuti.
L'articolo 6 comma 2-bis della Legge 25 Gennaio 1994 n. 70, definisce che il termine per la presentazione del MUD è fissato a 120 giorni a decorrere dalla data di pubblicazione del DPCM. Pertanto, il MUD 2026 (relativo all'anno 2025) dovrà essere presentato entro il 3 luglio 2025.
Il decreto stabilisce che il modello allegato sostituisce integralmente quello precedentemente adottato con il DPCM 29 gennaio 2025, introducendo l’aggiornamento del formato e delle istruzioni per la compilazione al fine di adeguare il sistema di raccolta dati alle più recenti evoluzioni normative in materia di gestione dei rifiuti, economia circolare e tracciabilità. L’aggiornamento è stato predisposto su proposta del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica con il supporto tecnico dell’ISPRA e in collaborazione con Unioncamere.
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