Sicurezza: approvata la strategia nazionale 2026-2030 dalla Conferenza Stato-Regioni

La Conferenza Stato-Regioni definisce la strategia nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030.

La Conferenza Stato-Regioni, nella seduta del 21 maggio 2026, ha sancito l’Accordo sul documento recante la Strategia nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030, approvando il nuovo quadro programmatico destinato a orientare le politiche nazionali di prevenzione per il prossimo quinquennio. La notizia è stata diffusa dal Ministero della Salute, che ha evidenziato come la Strategia rappresenti uno strumento di coordinamento tra istituzioni nazionali e regionali per rafforzare la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Il documento si inserisce nel quadro normativo delineato dal D.Lgs. 81/2008 e trae ispirazione dal Quadro strategico dell’Unione europea in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027, dal Piano Integrato per la Salute e la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro e dalle più recenti iniziative legislative nazionali in materia di prevenzione. L’obiettivo generale della Strategia è rafforzare l’azione di contrasto agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali, promuovendo una cultura della sicurezza diffusa e radicata e affrontando le nuove sfide poste dai cambiamenti del mondo del lavoro.

La Strategia nasce dall’analisi dell’attuale contesto nazionale, caratterizzato da profondi cambiamenti organizzativi, tecnologici e demografici. Il documento richiama infatti l’impatto della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale, della transizione ecologica, dell’invecchiamento della popolazione lavorativa e delle nuove modalità di lavoro, evidenziando la necessità di sviluppare strumenti innovativi di prevenzione e vigilanza.

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Dal punto di vista strutturale, la Strategia è articolata in cinque assi strategici. Il primo è dedicato all’anticipazione e alla gestione dei rischi nuovi ed emergenti legati ai cambiamenti del mondo del lavoro; il secondo mira a rafforzare la resilienza del sistema istituzionale attraverso una migliore integrazione tra i soggetti coinvolti nella prevenzione; il terzo è finalizzato al potenziamento dell’efficacia delle tutele e delle attività di vigilanza; il quarto si concentra sul supporto alle micro, piccole e medie imprese; il quinto punta a diffondere la cultura della prevenzione e della sicurezza a tutti i livelli della società.

Tra gli interventi previsti figurano lo sviluppo di strumenti per l’analisi dei nuovi rischi professionali, il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica, la promozione della ricerca e dell’innovazione tecnologica applicata alla prevenzione, il miglioramento del coordinamento delle attività ispettive e l’incremento delle iniziative di formazione e sensibilizzazione rivolte a lavoratori, imprese e studenti. Particolare attenzione viene dedicata anche alla promozione dell’approccio “Vision Zero”, orientato all’azzeramento degli infortuni e delle malattie professionali.

Il documento evidenzia inoltre alcuni dati significativi sul fenomeno infortunistico e tecnopatico in Italia. Nel 2024 sono state presentate circa 593 mila denunce di infortunio, mentre le denunce di malattia professionale hanno raggiunto il livello più elevato degli ultimi decenni, confermando la necessità di rafforzare ulteriormente le politiche di prevenzione e tutela.

L’Accordo prevede che le Regioni recepiscano la Strategia con propri provvedimenti e ne curino l’attuazione nei rispettivi territori, mentre il monitoraggio dello stato di avanzamento delle azioni sarà affidato al Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza previsto dall’articolo 5 del D.Lgs. 81/2008.

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