È stata pubblicata la “EU Guidance for transitioning to Fluorine-Free Firefighting Foams”, elaborata dalla Commissione europea in collaborazione con l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) e con il contributo degli Stati membri. Il documento è stato reso disponibile nel mese di aprile 2026.
Il documento si inserisce nel quadro normativo europeo relativo alla gestione delle sostanze chimiche, con particolare riferimento al Regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH) e al Regolamento (UE) 2019/1021 sui POP, nonché alle più recenti restrizioni sui PFAS nelle schiume antincendio. L’obiettivo principale è supportare operatori e autorità nella transizione dalle schiume contenenti PFAS a soluzioni prive di fluoro, garantendo al contempo elevati standard di sicurezza antincendio e tutela ambientale.
Dal punto di vista dei contenuti, la linea guida fornisce un quadro tecnico-operativo completo. In primo luogo, viene illustrato il contesto dei PFAS, evidenziandone la persistenza ambientale, la bioaccumulabilità e i potenziali effetti nocivi sulla salute umana, nonché il loro utilizzo storico nelle schiume antincendio per incendi di liquidi infiammabili (classe B). Il documento sottolinea come tali caratteristiche abbiano determinato un progressivo rafforzamento delle restrizioni normative e la necessità di una loro sostituzione.
Una parte centrale della guida è dedicata agli obblighi legali vigenti e futuri, fornendo una panoramica delle normative europee applicabili e delle tempistiche di eliminazione dei PFAS, inclusi i limiti di concentrazione e i divieti progressivi. Viene inoltre evidenziata la necessità per gli operatori di predisporre piani di gestione delle schiume contenenti PFAS, comprensivi di inventario, condizioni d’uso, strategie di sostituzione e gestione dei rifiuti.
Il documento approfondisce poi le azioni operative necessarie per la transizione, tra cui l’identificazione della presenza di PFAS nelle schiume, l’analisi della documentazione tecnica e delle schede di sicurezza, il coinvolgimento dei fornitori e, se necessario, il ricorso ad analisi di laboratorio per determinare la composizione chimica. Vengono inoltre fornite indicazioni dettagliate sulla gestione delle scorte esistenti, inclusi gli obblighi di notifica e le condizioni di stoccaggio.
Particolare rilievo è attribuito alla gestione dei rifiuti contenenti PFAS, con indicazioni su classificazione, etichettatura e smaltimento. Il documento chiarisce che tali rifiuti, in presenza di determinate concentrazioni, devono essere trattati come rifiuti pericolosi o contenenti POP e avviati a processi che garantiscano la distruzione o trasformazione irreversibile delle sostanze, evitando qualsiasi rilascio nell’ambiente.
La struttura del documento è articolata in capitoli che comprendono: introduzione e obiettivi, contesto dei PFAS, quadro normativo, azioni necessarie per la transizione, esempi applicativi (case studies) e allegati tecnici con metodologie analitiche e riferimenti operativi. Sono inoltre inclusi strumenti pratici per supportare operatori e autorità nella pianificazione e nell’attuazione delle attività.
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