Bonifica dei siti inquinati: nuova istruzione per i siti orfani

02/22/2025

Il 14 febbraio 2025, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha reso disponibili le "Istruzioni operative per il rispetto del principio DNSH", un documento fondamentale per garantire che gli interventi finanziati nell’ambito della Missione 2, Componente 4, Investimento 3.4 del PNRR – dedicata alla bonifica del suolo dei siti orfani – siano conformi ai criteri ambientali europei.

Il principio Do No Significant Harm (DNSH), stabilito dall’articolo 17 del Regolamento (UE) 2020/852 sulla Tassonomia per la finanza sostenibile, impone che ogni investimento pubblico realizzato nell’ambito del PNRR non arrechi danni significativi all’ambiente. Le istruzioni forniscono ai soggetti attuatori delle operazioni di bonifica indicazioni dettagliate su come applicare questo principio, con un focus sul monitoraggio e sulla rendicontazione delle attività in ogni fase del progetto, dalla progettazione fino alla chiusura degli interventi.

Per garantire il rispetto del DNSH, i soggetti attuatori devono presentare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio già in fase di richiesta del finanziamento, certificando che le attività programmate siano compatibili con i requisiti ambientali previsti. Il principio DNSH deve essere verificato lungo tutto il processo di realizzazione degli interventi, tenendo conto di sei obiettivi ambientali fondamentali. Questi includono la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, che impongono l’adozione di soluzioni progettuali in grado di ridurre le emissioni di gas serra e aumentare la resilienza delle opere agli eventi climatici estremi. Inoltre, viene richiesta un’attenta gestione delle risorse idriche e marine, con misure specifiche per limitare il consumo di acqua e prevenire l’inquinamento delle falde acquifere.

Un altro aspetto rilevante riguarda l’economia circolare e la riduzione dei rifiuti, attraverso il recupero e il riutilizzo dei materiali di scavo e la minimizzazione dell’impatto delle attività di bonifica sul territorio. Parallelamente, la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento sono elementi centrali, con il divieto di tecnologie che potrebbero generare nuove forme di contaminazione e con l’obbligo di adottare soluzioni che garantiscano la qualità dell’aria, del suolo e delle acque. Infine, il principio DNSH richiede un impegno concreto per la protezione della biodiversità e degli ecosistemi, assicurando che le bonifiche non compromettano habitat naturali o specie protette, ma anzi favoriscano il ripristino ambientale.

Per facilitare l’applicazione del DNSH, il MASE ha incluso nelle istruzioni una check-list operativa che i soggetti attuatori potranno utilizzare per monitorare la conformità dei progetti sia nella fase di pianificazione (ex ante) sia dopo la realizzazione degli interventi (ex post). In caso di cantieri di grandi dimensioni, si dovranno seguire le linee guida generali del PNRR per i progetti infrastrutturali, assicurando che ogni aspetto della realizzazione sia compatibile con gli obiettivi ambientali.

Il documento evidenzia infine che la normativa ambientale italiana vigente, in particolare il D.Lgs. 152/2006, fornisce già un quadro di riferimento solido per la tutela ambientale, garantendo che le bonifiche realizzate nell’ambito del PNRR siano in linea con gli standard europei. Le nuove istruzioni operative rappresentano quindi uno strumento di supporto per le amministrazioni e gli enti responsabili, fornendo indicazioni per una gestione efficace e sostenibile dei fondi destinati alla bonifica dei siti orfani.

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