La ricerca dell’Inail per la sicurezza dei lavoratori nella Terra dei fuochi

02/07/2014

Non è soltanto la salute dei cittadini a essere messa in pericolo dai roghi velenosi della Terra dei fuochi. Forti rischi, infatti, interessano tutti i lavoratori che, nello svolgimento delle loro attività, entrano in contatto con le sostanze sversate illegalmente tra le province di Napoli e Caserta. Rischi che assumono rilevanze specifiche a seconda della tipologia dei materiali di volta in volta interessati.

Nessun pericolo escluso: anche l'esposizione a materiali radioattivi. Siano lavoratori impegnati nel monitoraggio dei terreni dove sono stati abbandonati rifiuti pericolosi per oltre vent'anni, siano operatori addetti alla rimozione, tutti sono potenzialmente esposti al contatto con agenti chimici pericolosi, cancerogeni e mutageni. "Purtroppo, dove non c'è modo di tracciare con sufficiente certezza le tipologie di rifiuti presenti - e, quindi, le loro caratteristiche di pericolo - non è possibile escludere nessuno dei rischi legati alla presenza di agenti chimici", spiega Simona Berardi, ricercatrice del Dipartimento installazioni di produzione e insediamenti antropici (Dipia) dell'inail. Tra questi anche quello da esposizione ad agenti biologici e a radiazioni ionizzanti, a causa della potenziale presenza di rifiuti radioattivi.

Estrema cautela nelle fasi preliminari della bonifica. La presenza di agenti chimici comporta rischi sia per la sicurezza - intesi come infortuni che danno esito a lesioni fisiche - sia per la salute (il potenziale sviluppo di malattie professionali). Nel primo caso è possibile, così, citare i rischi di esplosione, di incendio e di ustioni chimiche; mentre nel secondo occorre operare una distinzione tra gli agenti cancerogeni e mutageni e tutti gli altri agenti pericolosi. "I rischi dipendono dalla tipologia e dalla quantità di sostanze pericolose contenute nei rifiuti che, in assenza di una loro tracciabilità, non è possibile conoscere 'a priori' - valuta Berardi - Per questo occorre molta cautela, soprattutto nelle fasi preliminari della bonifica". Dai sopralluoghi conoscitivi al prelievo dei campioni ai fini dell'analisi sarà opportuno, dunque, adottare misure di protezione per tutte le potenziali tipologie di rischio. "Successivamente, una volta caratterizzati adeguatamente i materiali, la gestione del rischio potrà essere più mirata", afferma Berardi.

La "pericolosità" in base all'origine o alla composizione. Fanghi industriali, materiali plastici e sanitari, scarti da costruzione e demolizione, resti di lavorazione del pellame: la lista delle sostanze pericolose per la salute pubblica interrate o abbandonate nella Terra dei fuochi è davvero lunga e comprende pneumatici fuori uso, cavi elettrici e materiali contenenti amianto. "Queste tipologie sono incluse in diversi capitoli dell'Elenco europeo dei rifiuti, la cosiddetta List of Waste" (vedi dlgs. n.152/2006 e s.m.i, ndr) - spiega Elisabetta Bemporad, tecnologa del Dipia - L'elenco è diviso in venti capitoli: se l'ultimo si occupa di rifiuti urbani, tutti gli altri sono riferibili ai rifiuti speciali, quelli che provengono prevalentemente da attività produttive, commerciali e di servizio (come i rifiuti agricoli, industriali e artigianali, ndr) e che possono essere pericolosi o meno in funzione delle loro provenienza e composizione". L'elenco tiene conto, se necessario, dei valori limite di concentrazione delle sostanze pericolose ed è vincolante per quanto concerne la determinazione dei rifiuti da considerare pericolosi.

Necessario il procedimento di caratterizzazione dei rifiuti. "Per l'attribuzione delle caratteristiche di pericolo è, comunque, sempre necessario caratterizzare il rifiuto e, se non è tracciabile la sua provenienza, occorre ricercare quelli che sono i contaminanti tipici e quelli distribuiti ovunque - sottolinea, ancora, Bemporad - Le caratteristiche di pericolo più frequentemente riscontrabili sono l'infiammabilità, la nocività, la tossicità, la cancerogenicità e l'ecotossicità". Se ai fini della codifica e classificazione di un rifiuto si deve fare sempre riferimento alla List of Waste, questo strumento, tuttavia, può non essere sufficiente. "E' importante sapere, infatti, che attualmente ci sono caratteristiche di pericolo per cui i criteri di definizione non sono ancora univocamente definiti e altre per cui l'attribuzione della pericolosità è prevista se sono disponibili specifici metodi di prova - precisa Bemporad - Inoltre, l'elenco e le caratteristiche di pericolo dei rifiuti sono in corso di revisione a livello europeo, sia a fini di una loro semplificazione e modernizzazione, sia ai fini dell'adeguamento al nuovo sistema di classificazione Globally Harmonised System (introdotto dal Regolamento Ce n.1272/2008, ndr)". Tutto questo spiega, almeno in parte, quanto sia difficile orientarsi in un ambito in cui si opera in emergenza e in cui la necessità di agire in modo immediato è prioritaria.

L'attività dell'Istituto in materia di prevenzione. Dal momento che, nella maggioranza dei casi, la bonifica - intesa sia come rimozione dei rifiuti, in quanto fonte primaria di contaminazione, sia come interventi sulle eventuali matrici ambientali contaminate - viene appaltata a ditte specializzate e richiede la predisposizione di un cantiere, va considerata anche la presenza dei rischi tipici legati al cantiere stesso e, dunque, di ulteriori possibilità di interferenza. "In materia il Dipia dell'Inal ha costituito e coordina un gruppo di lavoro - conclude Simona Berardi - allargato a enti e istituzioni esterne sul tema "Salute, ambiente e sicurezza nelle attività di bonifica dei siti contaminati", finalizzato a elaborare documenti contenenti criteri e procedure utili per operare in sicurezza e per proteggere la salute dei lavoratori coinvolti a vario titolo nella bonifica dei siti contaminati". E sull'accelerazione dell'attività di bonifica necessaria e le altre emergenze sul territorio - tra cui la promozione di uno screening sanitario gratuito per la popolazione campana e la mappatura dei terreni inquinati - dopo il via libera della Camera, è approdato in senato per la conversione il dl 10 dicembre 2013, n. 136, che contiene interventi per la Terra dei Fuochi e l'Ilva.

(Federica Dall'Aglio)

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: 02/07/2014

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: Fonte INAIL

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