Approvata la nuova direttiva quadro sulle emissioni industriali

01/17/2011

Il Consiglio europeo ha approvato lo scorso 8 novembre una revisione della direttiva sulle emissioni industriali al fine di ridurre drasticamente le emissioni di inquinanti nocivi per l'ambiente ed associati al cancro, all'asma e alle piogge acide. In questo modo verranno riunite ben sette direttive in materia di emissioni industriali nell'intento di prevenire l'inquinamento di aria, acqua e suolo. La nuova regolamentazione interesserà almeno 52.000 impianti europei e controllerà in modo più severo le emissioni di una vasta gamma di sostanze inquinanti (tra queste, i composti di zolfo e azoto, particelle di polvere, di amianto e metalli pesanti).
In via generale, è stata istituita una procedura di autorizzazione per tali attività che prevede l'inclusione di prescrizioni minime in ogni autorizzazione, in particolare per quanto attiene alle emissioni delle sostanze inquinanti, al fine di evitare o, comunque, di ridurre al minimo il rilascio di emissioni inquinanti nell'atmosfera, nelle acque e nel suolo.
La nuova direttiva raccoglie in un unico testo "quadro" ben sette direttive emanate in materia, e cioè:

  • la direttiva "IPPC" 2008/1/CE su "prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento";
  • le direttive 2000/76/CE e 2001/80/CE sull'incenerimento dei rifiuti;
  • la direttiva 1999/13/CEE sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili;
  • la direttiva 78/176/CEE sui rifiuti provenienti dall'industria del biossido di titanio;
  • la direttiva la 82/883/CEE sugli scarichi dell'industria del biossido di titanio;
  • la direttiva 92/112/CEE sull'inquinamento provocato dai rifiuti dell'industria del biossido di titanio.

Il punto focale della nuova direttiva-quadro sulle emissioni industriali sembra essere quello di una applicazione più severa delle BAT (Best available techniques, cioè migliori tecniche disponibili) che diventano il fulcro attorno al quale ruoterà il processo di autorizzazione.
Sotto tale profilo, infatti, la proposta di direttiva rivede i limiti minimi di emissione applicabili ai grandi impianti europei di combustione per renderli conformi alle BAT. Le BAT - intese in quest'ottica come la tecnologia più pulita disponibile - devono essere lo standard ed il discostamento da esse sarà ammissibile se la loro adozione comportasse costi sproporzionati.
Il rilievo dato alle BAT, nelle intenzioni del legislatore europeo, spingerà il settore industriale a trovare nuove soluzioni che riescano a conciliare gli obiettivi di elevato rendimento ambientale voluti delle conclusioni relative alle Bat con i minori costi possibili per le imprese, attivando in tal senso un circolo virtuoso.
La nuova direttiva inasprisce anche i limiti di emissione per gli ossidi di azoto, anidride solforosa e polveri da centrali e grandi impianti di combustione nelle raffinerie di petrolio e nell'industria metallurgica.
Come espressamente richiesto dal Consiglio, si prevede che i nuovi impianti applichino la tecnologia più pulita disponibile già dal 2012 (cioè quattro anni prima di quanto inizialmente proposto) mentre gli impianti esistenti dovranno conformarsi al presente standard a partire dal 2016.
Il provvedimento prevede, comunque, un periodo di transizione: fino al 30 giugno 2020 gli Stati membri possono definire dei piani transitori di riduzione con tetti annuali per ossidi di azoto e anidride solforosa o polveri. A fronte di tutto ciò, vengono anche rimodulati i meccanismi di controllo e monitoraggio delle emissioni.

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: 12/13/2010

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