L’INAIL ha pubblicato il 4 settembre 2026 lo studio “Il costo dei danni da lavoro per l’azienda Italia”, realizzato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto. La pubblicazione aggiorna, a distanza di quattordici anni dall’ultima valutazione riferita al 2009, la stima dell’impatto economico e sociale degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, prendendo come riferimento l’anno 2023. L’obiettivo è anche verificare l’efficacia delle politiche di prevenzione nel contenere il peso complessivo degli eventi lesivi sul sistema Paese.
Il dato centrale dello studio è un costo complessivo pari a 49,2 miliardi di euro, corrispondente al 2,31% del PIL nazionale del 2023. La stima distingue tre componenti: il costo assicurativo, pari a circa 12,5 miliardi di euro; il costo prevenzionale, pari a circa 23,3 miliardi; e il costo conseguente non assicurativo, pari a circa 13,4 miliardi. Quest’ultima voce comprende, tra l’altro, perdita di produzione e produttività, retribuzioni, sostituzione del personale, danni materiali, ritardi nelle consegne e danni d’immagine. L’analisi considera complessivamente circa 27,7 milioni di lavoratori, includendo, oltre agli assicurati INAIL, anche i lavoratori non assicurati dall’Istituto e una stima del lavoro sommerso.
Particolare rilievo assume il confronto con il 2009. Secondo INAIL, tra il 2009 e il 2023 gli infortuni riconosciuti sono diminuiti del 37%, mentre il peso complessivo dei danni da lavoro è passato dal 3,16% al 2,31% del PIL. Nello stesso periodo è cambiata profondamente anche la composizione dei costi: la componente prevenzionale è salita dal 30% al 47% del totale, mentre quella conseguente non assicurativa è scesa dal 45% al 27%. Lo studio collega tali dinamiche all’evoluzione delle politiche di prevenzione, all’incremento degli investimenti, alle riforme intervenute e, tra l’altro, alla nuova tariffa dei premi INAIL entrata in vigore nel 2019. Diversa la dinamica delle malattie professionali, per le quali nel periodo considerato si registra un aumento dell’85% dei casi riconosciuti, ricondotto nel documento anche agli adeguamenti normativi e alla maggiore consapevolezza dei rischi e delle tutele.
Lo studio quantifica inoltre il costo medio per singolo evento: circa 33 mila euro per un infortunio sul lavoro e oltre 61 mila euro per una malattia professionale. Sul fronte della prevenzione, vengono considerate le spese per sistemi di sicurezza, dispositivi di protezione individuale, formazione e manutenzione, gli investimenti effettuati nella fase di impianto delle attività e le risorse del Servizio sanitario nazionale destinate alla prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. INAIL evidenzia così la relazione tra investimenti preventivi e riduzione del costo complessivo degli eventi lesivi, sottolineando il vantaggio economico, oltre che sociale, derivante dal miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza.
La pubblicazione, di 24 pagine, è strutturata in una premessa, un’introduzione e tre capitoli dedicati rispettivamente alla metodologia, ai risultati – con l’analisi del costo complessivo e del costo medio di infortuni e malattie professionali – e all’analisi e alle conclusioni. Il quadro di riferimento è quello della tutela della salute e sicurezza sul lavoro e delle politiche prevenzionali sviluppate negli ultimi anni; tra i riferimenti richiamati figura in particolare il D.Lgs. 81/2008, rispetto alla cui introduzione la premessa evidenzia una riduzione degli infortuni di quasi il 40% e una diminuzione stimata del costo complessivo di circa 14 miliardi di euro rispetto alla valutazione sui dati 2009.


