L’ISTAT ha pubblicato il report “Raccolta differenziata dei rifiuti: comportamenti civici e politiche per la sostenibilità urbana – Anni 2024-2025”, dedicato all’andamento della produzione e della raccolta differenziata dei rifiuti urbani in Italia, ai comportamenti delle famiglie e alle politiche adottate dalle amministrazioni comunali.
I dati sulla produzione e sulla raccolta differenziata sono aggiornati al 2024, mentre le informazioni sui comportamenti, sull’utilizzo dei servizi e sulla soddisfazione delle famiglie si riferiscono al 2025.
Rifiuti urbani: produzione in aumento nel 2024
Nel 2024 in Italia sono stati prodotti 29,9 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, il 2,3% in più rispetto al 2023. La produzione media raggiunge 507,7 kg per abitante, con un incremento di 11,5 kg pro capite in un anno.
I dati sulla produzione e sulla raccolta differenziata, elaborati anche su fonte ISPRA, confermano il quadro già descritto nel Rapporto Rifiuti Urbani – Edizione 2025 di ISPRA, dedicato ai dati nazionali aggiornati al 2024.
La produzione cresce in tutte le ripartizioni geografiche, con l’incremento più consistente nel Nord-est (+4,2%). Nel lungo periodo, tuttavia, il dato nazionale resta inferiore di 34,6 kg per abitante rispetto al 2010.
Raccolta differenziata al 67,7%
Parallelamente alla crescita della produzione aumenta anche la raccolta differenziata, che nel 2024 raggiunge il 67,7% dei rifiuti urbani prodotti, un punto percentuale in più rispetto al 2023.
Il dato nazionale supera il target del 65% previsto dall’articolo 205 del D.Lgs. 152/2006, raggiunto a livello nazionale per la prima volta nel 2022.
Permangono però differenze territoriali significative:
- Nord-est: 77,8%;
- Nord-ovest: 71,3%;
- Centro: 63,2%;
- Sud: 59,9%;
- Isole: 60,8%.
Rispetto al 2010, la quota nazionale di raccolta differenziata è aumentata di 32,4 punti percentuali. Nel 2024 il 64,7% della popolazione italiana risiede inoltre in comuni che hanno raggiunto il target del 65%.
Come differenziano i rifiuti le famiglie
Nel 2025 i comportamenti dichiarati dalle famiglie mostrano un ulteriore consolidamento della raccolta differenziata domestica.
Le percentuali di famiglie che dichiarano di differenziare sempre le principali frazioni raggiungono:
- 93% per la carta;
- 92,7% per la plastica;
- 92,2% per il vetro;
- 89,8% per l’umido e i rifiuti organici;
- 83,9% per l’alluminio.
Considerando congiuntamente carta, vetro, alluminio e plastica, la quota di famiglie che dichiara di effettuare sempre la raccolta differenziata di tutte e quattro le tipologie è passata dal 24,1% del 1998 all’87,4% nel 2025.
Porta a porta: diffusione, soddisfazione e costi
Nel 2025 il servizio di raccolta porta a porta interessa circa il 73% delle famiglie italiane. Il 72,6% degli utenti si dichiara molto o abbastanza soddisfatto del servizio.
Il giudizio sui costi è invece più critico: il 63,7% delle famiglie considera elevato il costo della raccolta dei rifiuti, una quota superiore al 58,6% rilevato nel 2021.
Rifiuti urbani nei comuni capoluogo
Nei comuni capoluogo la produzione di rifiuti urbani raggiunge nel 2024 546,2 kg per abitante, un valore superiore alla media nazionale. La raccolta differenziata si ferma invece al 58,4%, pur registrando un aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al 2023.
Sul fronte delle politiche di prevenzione e gestione dei rifiuti, tra le iniziative maggiormente diffuse nei capoluoghi figurano:
- buone pratiche per ridurre l’utilizzo di carta e plastica negli uffici e nelle scuole, adottate dal 72,9% dei comuni;
- mercatini dell’usato o centri per il riuso, presenti nel 52,3% dei capoluoghi;
- agevolazioni per il compostaggio domestico, previste dal 79,8% delle città.
La tariffazione puntuale presenta invece un’applicazione ancora limitata: il 55,1% dei capoluoghi dispone di un sistema di raccolta tecnicamente idoneo alla sua introduzione, ma soltanto il 25,2% la applica effettivamente.
Rifiuti urbani: il confronto con l’Unione europea
Il confronto europeo evidenzia che nel 2024 la produzione italiana di rifiuti urbani pro capite è sostanzialmente in linea con la media dell’Unione europea.
L’Italia registra invece quantità pro capite destinate al riciclo e al compostaggio superiori alla media UE, mentre nel lungo periodo si è ridotto significativamente il ricorso alla discarica.
I dati ISTAT mostrano quindi un sistema in cui la raccolta differenziata continua a crescere, ma contemporaneamente aumenta la quantità complessiva di rifiuti urbani prodotti. Restano inoltre differenze territoriali rilevanti e margini di miglioramento nelle politiche di prevenzione, riduzione dei rifiuti e organizzazione dei servizi.


