L’INAIL ha pubblicato la fact sheet “Esposizione ad oli minerali precedentemente utilizzati nei motori a combustione interna e rischi cancerogeni per la salute dei lavoratori”, dedicata alla valutazione e alla prevenzione del rischio cancerogeno da oli motore usati.
La pubblicazione, edizione 2026 e resa disponibile il 7 ottobre 2026, approfondisce in particolare l’esposizione cutanea, le criticità del monitoraggio ambientale e biologico e le misure di prevenzione e protezione per i lavoratori professionalmente esposti.
Oli motore usati e rischio cancerogeno
La gestione del rischio è disciplinata dal D.Lgs. 81/2008 e dal Decreto interministeriale 11 febbraio 2021, che ha recepito le direttive UE 2019/130 e 2019/983.
Il decreto ha inserito nell’Allegato XLII del Testo Unico i lavori che comportano la penetrazione cutanea di oli minerali precedentemente utilizzati nei motori a combustione interna tra i processi che espongono ad agenti cancerogeni. Nell’Allegato XLIII è inoltre presente la notazione relativa alla cute.
Per gli oli motore usati non sono tuttavia definiti traccianti specifici né valori limite di esposizione professionale (VLEP) specifici, elemento che rende più complessa la valutazione dell’esposizione.
Secondo la Roadmap on Carcinogens richiamata da INAIL, nell’Unione europea sono stimati oltre un milione di lavoratori professionalmente esposti agli oli motore usati.
Come cambia l’olio durante l’utilizzo nel motore
Durante il funzionamento del motore, l’olio lubrificante subisce processi di degradazione chimica e può accumulare sostanze e contaminanti che ne modificano la pericolosità.
Tra questi rientrano:
- idrocarburi policiclici aromatici (IPA);
- metalli pesanti derivanti dall’usura delle parti mobili del motore;
- prodotti della combustione incompleta e particolato carbonioso;
- altre sostanze che possono formarsi durante l’utilizzo e la degradazione dell’olio.
La composizione degli oli usati può inoltre variare in funzione dell’efficienza del motore, della frequenza dei cambi d’olio e del chilometraggio del veicolo.
Chi può essere esposto agli oli motore usati
L’esposizione professionale può interessare numerose attività, tra cui:
- manutenzione e riparazione degli autoveicoli;
- sostituzione e svuotamento dell’olio motore;
- raccolta e gestione degli oli motore usati;
- recupero, rigenerazione e riciclaggio dei rifiuti dei veicoli;
- attività dell’industria meccanica e delle raffinerie.
La principale via di esposizione individuata dalla normativa è quella cutanea. Il contatto può avvenire attraverso schizzi, utensili sporchi o superfici contaminate. La penetrazione cutanea degli oli motore usati è associata al rischio di sviluppare tumori della pelle e può inoltre provocare dermatiti, allergie e sensibilizzazioni.
Quando si formano aerosol oleosi può verificarsi anche un’esposizione per inalazione, con possibili effetti sull’apparato respiratorio.
Come può essere monitorata l’esposizione
INAIL evidenzia che attualmente non esistono marcatori specifici di esposizione, inalatoria o cutanea, per gli oli motore usati. La loro composizione suggerisce però la possibilità di valutare l’esposizione ad alcuni contaminanti, in particolare IPA e metalli pesanti.
Per l’esposizione cutanea possono essere utilizzate tecniche di campionamento basate su:
- wipes, mediante rimozione del contaminante dalla superficie cutanea con garze o dischetti;
- pads, dispositivi che intercettano il contaminante su un apposito substrato di raccolta.
Tra gli IPA viene posta particolare attenzione al benzo(a)pirene (BaP), considerato un possibile indicatore dell’esposizione cutanea. Per il monitoraggio biologico dell’esposizione agli IPA, nella pratica viene invece utilizzato soprattutto l’1-idrossipirene urinario (1-OHP), marker indiretto la cui interpretazione richiede comunque cautela.
La scheda analizza inoltre la possibilità di utilizzare alcuni metalli pesanti presenti negli oli usati come indicatori dell’esposizione, evidenziando però i limiti derivanti dalla variabilità della composizione e dall’assenza di valori di riferimento specifici per gli oli motore usati.
DPI e misure di protezione
Poiché l’assorbimento attraverso la pelle rappresenta la principale via di esposizione professionale, INAIL sottolinea l’importanza di adottare adeguati dispositivi di protezione individuale.
Nelle attività che possono comportare schizzi o contatto con oli e superfici contaminate sono indicati:
- guanti resistenti agli agenti chimici, ad esempio in nitrile o neoprene di spessore adeguato;
- indumenti protettivi a maniche lunghe o tute da lavoro;
- adeguata protezione oculare;
- quando sono presenti vaporizzazione o nebulizzazione, dispositivi di protezione delle vie respiratorie con filtri adeguati.
L’utilizzo dei DPI deve essere accompagnato da corrette pratiche di igiene occupazionale, tra cui la tempestiva rimozione degli indumenti contaminati, un’accurata pulizia della cute dopo la manipolazione e la prevenzione di contatti cutanei prolungati o ripetuti.
La fact sheet INAIL costituisce quindi un riferimento operativo per la valutazione dell’esposizione agli oli motore usati e per la gestione delle misure di prevenzione e protezione nei luoghi di lavoro in cui è presente questo rischio cancerogeno.


