La cybersicurezza delle macchine entra sempre più direttamente nella gestione della sicurezza dei prodotti industriali. Con la pubblicazione della UNI/PdR 199:2026, UNI mette a disposizione linee di indirizzo per affrontare le alterazioni dei sistemi informatici che possono compromettere la sicurezza dei macchinari.
La prassi di riferimento, sviluppata in collaborazione con FEDERMACCHINE e in vigore dal 1° ottobre 2026, nasce in un contesto caratterizzato dalla crescente digitalizzazione dei macchinari industriali. Sistemi connessi e componenti digitali possono infatti introdurre nuove vulnerabilità, rendendo necessario considerare la sicurezza informatica lungo le fasi di progettazione, produzione e utilizzo della macchina.
Il campo di interesse della UNI/PdR 199:2026 non riguarda genericamente ogni minaccia informatica: l'attenzione è rivolta alle vulnerabilità che, se sfruttate, possono determinare rischi di lesioni o danni alle persone. La cybersicurezza viene quindi affrontata in relazione diretta alla sicurezza del prodotto.
UNI/PdR 199:2026: valutazione e mitigazione dei rischi cyber
La prassi propone un approccio metodologico strutturato per individuare le vulnerabilità dei sistemi informatici delle macchine, valutarne i possibili effetti sulla sicurezza e definire, quando necessario, misure di mitigazione adeguate.
L'obiettivo è raggiungere un livello di sicurezza coerente con il contesto nel quale il prodotto sarà utilizzato, tenendo conto anche dell'evoluzione delle minacce informatiche e delle tecniche di attacco.
Dal punto di vista operativo, il documento prevede:
- al punto 6, i passaggi per effettuare la valutazione del rischio;
- al punto 7, le azioni correttive da adottare sulla base dei rischi individuati;
- al punto 8, un esempio applicativo di mitigazione del rischio.
La sicurezza informatica deve evolvere durante il ciclo di vita
Uno degli aspetti centrali della UNI/PdR 199:2026 riguarda il carattere dinamico del rischio cyber. Poiché tecniche e modalità di attacco possono cambiare rapidamente, anche le misure di protezione integrate nel prodotto devono poter essere adeguate nel corso del suo ciclo di vita.
Il mantenimento delle condizioni di sicurezza non dipende quindi da un solo soggetto. La prassi individua tre figure chiamate a contribuire alla gestione del rischio informatico:
- fornitore;
- fabbricante;
- utilizzatore.
La gestione delle vulnerabilità diventa così un processo che non termina con la progettazione o con l'immissione del prodotto sul mercato, ma richiede attenzione anche durante l'impiego della macchina e l'evoluzione delle minacce.
Cybersicurezza e sicurezza dei macchinari
La UNI/PdR 199:2026 offre alle organizzazioni un percorso per collegare la gestione dei rischi informatici alla sicurezza delle macchine: dall'individuazione delle vulnerabilità alla valutazione del rischio, fino alla definizione delle misure correttive e al loro aggiornamento nel tempo.
UNI ha presentato la nuova prassi nella notizia “Minacce informatiche e sicurezza dei macchinari” e segnala che il documento è scaricabile gratuitamente da UNIstore, previa registrazione.


