Individuazione del datore di lavoro

FATTO.

Il Tribunale condannava G.A. alla pena di sei mila euro di ammenda per le contravvenzioni di cui agli artt. 17, comma 1, lett. b), 18, comma 1, lett. a) e d), e 96 D.Lgs. 81/2008, perché, quale datore di lavoro e titolare della omonima ditta individuale: ometteva di designare il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, ometteva di nominare il medico competente per la sorveglianza sanitaria, non forniva al lavoratore G.AB. i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale e, infine, non redigeva il piano operativo di sicurezza. Fatti accertati il 15/01/2016.

RICORSO.

G.A. propone ricorso alla Corte assumendo che il Tribunale avrebbe desunto in maniera apodittica la qualifica di "datore di lavoro", in quanto, come risulterebbe dalla visura camerale storica della ditta A.G., l'imputato avrebbe cessato l'attività ben trentun anni prima dei fatti contestati.

CORTE DI CASSAZIONE.

Il ricorso è infondato. La qualifica di datore di lavoro si radica non già in una veste meramente formale, bensì nell'effettiva titolarità del rapporto di lavoro con il lavoratore. Nel caso specifico il Tribunale ha correttamente ravvisato la qualifica di datore di lavoro in capo all'imputato, pur dando atto delle ripetute iscrizioni e cancellazioni dal registro delle imprese, desumendo detta qualifica dal comportamento tenuto dall'imputato all'atto dell'ispezione presso il cantiere ove, unitamente ad altro soggetto, identificato in G.AB., stava effettuando lavori di tinteggiatura, essendosi appurato dagli ispettori che G.AB. era stato assunto proprio dall'G.A. per un giorno di lavoro effettivo, svolgendo mansioni di manovale edile.

E' perciò evidente che G.A., essendo titolare del rapporto di lavoro, rivestiva a tutti gli effetti la qualifica di datore di lavoro, circostanza, del resto, confermata dal fatto che proprio l'G.A. abbia in seguito ottemperato alle prescrizioni imposte dagli ispettori del lavoro.

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