DURC: rilascio in edilizia

Chiarimento del Ministero del Lavoro in merito alla corretta interpretazione dell’art. 1, comma 3, del D.Lgs. n. 61/2000

L'Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) ha avanzato richiesta di interpello al fine di conoscere il parere del Ministero in merito alla corretta interpretazione dell'art. 1, comma 3, del D.Lgs. n. 61/2000. In particolare l'interpellante chiede se il superamento del numero massimo di lavoratori part-time contrattualmente previsto, ai sensi del richiamato art. 3, possa determinare il mancato rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC).

A tal proposito il Ministero del Lavoro chiarisce, con la Circolare prot. n. 25/I/0002933 del 03/03/2011 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Interpello n. 8/2011 avente per oggetto: "Art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 - lavoro part-time in edilizia - superamento dei limiti - rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva", che un'impresa non può assumere con contratto a tempo parziale una quota superiore al 3% dei lavoratori a tempo indeterminato e al 30% degli operai a tempo pieno. Dopo aver raggiunto queste quote, per ogni ulteriore contratto stipulato con la formula part-time, si configura una violazione delle norme contrattuali. Dal conteggio delle percentuali sono invece esclusi i contratti part-time precedenti all'entrata in vigore del contratto nazionale.

Il Ministero del Lavoro ha ricordato che secondo l'INPS, nel settore edile spetta la contribuzione virtuale se il lavoratore non è impegnato per tutto l'orario previsto senza motivi ben determinati. Il riferimento su cui calcolare la contribuzione è la retribuzione commisurata alle ore previste dal contratto nazionale. La contribuzione virtuale si applica anche ai lavoratori part-time che eccedono i limiti di legge.

Ciò significa che i contratti eccedenti creano conseguenze simili alla mancata corresponsione dei contributi, in base alla quale non può essere rilasciato il DURC.

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